Personali considerazioni sul 7 ottobre e sul film Naza

Volevo fare delle riflessioni personali su questi due fatti. Ricordo il 7 ottobre 2023 e le prime immagini trasmesse. L’orrore che ho provato, il senso di vuoto, di incredulità sulla capacità umana di compiere azioni di tale crudeltà. Tante immagini non sono stata capace di vederle troppa era la violenza degli uomini di Hamas, troppo il terrore nei visi delle vittime. Ma in quei momenti mi è sorta anche una domanda come mai due tra i migliori servizi di intelligence ( USA e Israele) non hanno avuto sentore alcuno della programmazione di un’azione del genere da parte di Hamas? Di fatto nei giorni e nei mesi successivi si viene a sapere che il servizio di intelligence militare (Aman) era in possesso dal 2022 di un rapporto che descriveva dettagliatamente l’operazione in fase di organizzazione e che alla vigilia dell’attacco, Ronen Bar, il direttore dello Shin Bet, e Aharon Haliva, il generale al comando dell’Aman, hanno partecipato a delle consultazioni sulle informazioni trasmesse dai servizi di intelligence su attività insolite a Gaza, che potevano suggerire che si stesse preparando un attacco. Tutte questi fatti sono stati sottovalutati volutamente o “per ingenuità”? Il fatto che Israele non abbia impedito l’attacco non diminuisce l’enorme gravità delle azioni commesse da Hamas ma pone tanti interrogativi.
Ora alcune considerazioni sul film Naza. Direi che per me è stata la conferma di ciò che in questi 3 anni ho visto succedere a Gaza cioè l’indifferenza da parte di Israele del numero di vittime civili conseguenti all’azioni, l’idea che avevo del governo di Israele che considerava qualsiasi palestinese bambino, donna, anziano, uomo un nulla, non un essere umano ma uno scarafaggio da schiacciare. Quello di cui non mi capacito è come il governo di una nazione nata sulle macerie e sulle sofferenze subite dagli ebrei da parte dei nazisti, sia in grado di perpetuare la stessa violenza e la stessa logica. Ci sono state 1200 vittime israeliane e ci sono stati più di 73000 morti palestinesi e probabilmente sono molti più, tanti sono ancora sotto le macerie. Qual’è il calcolo che il governo di Israele vuol fare? un israeliano contro 10 palestinesi? Quello che mi ha colpito nella visione ieri sera del documentario Naza è stata la voce dei militari israeliani che anche se coperta dalla voce del doppiatore risultava senza emozioni. Un intervistato diceva: “eseguo solo degli ordini” assolvendosi da ogni responsabilità morale come tanti gerarchi nazisti affermarono al processo di Norimberga e nei processi successivi. Qual’è quindi la differenza tra i nazisti e questi militari? L’uomo è stato dotato del libero arbitrio è in grado di giudicare il bene e il male cosa sia giusto e cosa sia sbagliato e di opporsi a commettere ciò che è male e sbagliato. Ma quelle persone intervistate nel documentario sembravano non avere una coscienza sembravano solo dei robot. Ora gira una documentario prodotto dall’ IDF per contrastare quanto presentato nel documentario NAZA dove affermano che ogni azione di bombardamento ha seguito un iter approvativo ben preciso, che c’era l’attenzione a ridurre al minimo le vittime civili, che non è vero che stanno affamando il popolo palestinese, che gli aiuti umanitari entrano in Gaza, lo guarderò ma mi basta vedere le immagini dall’alto della distruzione di Gaza, mi basta ascoltare le testimonianza dei medici che operano a Gaza, mi basta pensare agli attacchi doppi alle ambulanze, ai corpi martoriati dei bambini per farmi una opinione e dare un giudizio.
Quello che mi fa star male è la consapevolezza che il senso di umanità nei popoli si stia sempre più restringendo, che sempre meno siamo disposti a considerare l’altro uguale a noi con gli stessi diritti, le stesse emozioni, gli stessi sentimenti e lo stesso desiderio di felicità. Riduciamo l’altro sempre più al nostro nemico e si riduce sempre più la mia speranza in un futuro possibile. Cosa posso fare io? cercare di mantenere viva la mia umanità mantenere accesa una fiammella di speranza ma è molto, molto, molto difficile.

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