Settimana scorsa c’è stata la presentazione del rapporto sulla corruzione e mi sembra che a causa del pasticcio sul decreto sicurezza che ha occupato tutti i talk show, questo sia passato inosservato. Eppure dopo le parole del nostro ministro Nordio sulle mazzette di lieve entità, dovrebbe essere analizzato a fondo proprio per capire i danni che questo governo sta facendo. Qui sotto il video della presentazione di tale rapporto.
Vi allego anche il testo PDF per chi preferisce leggerlo. Vi riporto alcuni stralci del rapporto:
“…Avevamo prontamente segnalato i vuoti di tutela che avrebbero lasciato l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ed il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite. Per compensare l’arretramento del diritto penale, si sarebbero dovute rafforzare almeno le garanzie amministrative. Purtroppo, è avvenuto il contrario. Una serie di modifiche puntuali ha fatto venir meno i limiti al passaggio diretto dalle cariche politiche, verso quelle nelle società partecipate e i vertici dell’amministrazione, sia a livello locale che regionale (art. 2, legge 8 agosto 2025, n. 122). Ciò, col rischio, fra l’altro, di incentivare la nascita di nuove società partecipate non funzionali all’interesse pubblico….”
Appalti:
” .. La più evidente è l’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture, fra i quali anche le consulenze. Nel 2025 hanno interessato quasi il 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (e con il conseguente incremento degli acquisti, in tale fascia d’importo, dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025). Dietro questa prassi, si annidano sovente sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali. E, in qualche contesto, gli amministratori onesti restano più esposti a pressioni indebite, non potendo più opporre, sotto tale soglia, la necessità di un confronto competitivo.Inoltre, manca ancora, per le imprese che partecipano agli appalti, l’obbligo di dichiarare il titolare effettivo: condizione minima per conoscere davvero, al di là degli schermi societari, con chi l’amministrazione si sta rapportando, e per prevenire non solo infiltrazioni criminali, ma anche offerte combinate e intese occulte….”
“… L’abrogazione del cosiddetto rating d’impresa (art. 109 del Codice) voluta dal Correttivo ha privato il sistema di uno strumento che avrebbe orientato il mercato verso qualità e capacità realizzativa. In attesa di un auspicabile intervento del legislatore, lavoriamo a soluzioni alternative, basate sui nostri dati, non solo per verificare il rispetto della normativa da parte delle imprese, ma anche per misurare in modo oggettivo le loro capacità operative ed i tempi di realizzazione, in modo da restituire al mercato un criterio chiaro, equo e verificabile, che premi le imprese migliori….”
Presentazione Rapporto ANAC 2026
Rapporto ANAC 2026
Video della presentazione
