Sorpresi e curiosi

Di Giuseppe Scalella OSA

Oggi come oggi parlare di sorpresa e di curiosità sembra roba d’altri tempi,
affannati e angustiati come siamo da quello che accade. Eppure è proprio quello che accade che quasi ci costringe ad essere sorpresi e curiosi.
Dio è imprevedibile.
Ce lo ha insegnato questo Natale: chi avrebbe mai immaginato che un Dio sfidasse a tal punto l’orgoglio umano da farsi un bambino inerme? E questo suo modo di mettersi in rapporto con noi c’è sempre stato e continua
ancora oggi. E semplicemente “perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55,8). Soltanto noi uomini moderni non lo sopportiamo e ci fa irritare perchè il mondo ci ha abituato
troppo bene e ci ha assuefatto a noi stessi. Non lo fa per divertirsi a metterci in scacco; lo fa perché vuol tirarci fuori da quell’assuefazione asfissiante e vuol farci respirare aria fresca e nuova.
Per quanti questo Covid sarà stato una sorpresa e una curiosità? Una sorpresa forse, ma una curiosità stento a crederlo. E curioso
non è chi cerca di intrufolarsi nei fatti altrui per trovare una giustificazione. Curioso è chi non si accontenta dell’apparenza e vuol vedere oltre, vuol vedere cosa c’è di là di quel che si vede e si soffre, e con quel presentimento del vero che ci caratterizza e ci distingue dalla massa.
Ecco, solo la sorpresa, la curiosità e lo stupore ci avvicinano a Dio. Non certo le regole e i riti.

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