La CIGO in azienda è partita il 13 gennaio, ha impattato in maniera diversa le varie sedi dell’azienda. Milano si può dire è la meno impattata in termini di numero di lavoratori coinvolti e di percentuale di ore applicate. Io sono fuori sede non sono per ora in cassa e non vivo la situazione.
Mi pare che, a Milano, non ci sia discussione. Chi è in cassa non sembrerebbe troppo incazzato anzi si sente fortunato perchè in cassa solo al 50% o 20% o meno ancora, chi non è in cassa si nasconde. La sensazione che ho? Di grande solitudine, di rassegnazione, di impotenza. L’azienda in questo contesto continua a mandare mail ai lavoratori sulle iniziative aziendali come se nulla fosse come se non avesse in cassa (CIGO e CIGS) circa 1000 lavoratori del gruppo.
Arrivano mail in cui l’azienda dice “… vogliamo sostenere le opportunità di carriera e di sviluppo dei nostri colleghi attraverso i programmi di internal mobility e le iniziative di engagement e continuare a contribuire all’ecosistema in cui operiamo, secondo una logica di Corporate Social Responsibility, con le tante preziose iniziative di Social Innovation, rese possibili dal coinvolgimento di molti di voi…”
Ecco di fronte a questa frase io mi sarei aspettata da un sindacato serio almeno un risposta ironica sullq questione. Invece nulla. Sui siti del sindacato ci sono i comunicati relativi alla situazione di altre aziende. Della nostra invece nulla. O non è poi così drammatica o in qualche modo la parola d’ordine è “Basso profilo teniamo basso profilo”
Ed io non posso far altro che pensare “Io speriamo che me la cavo” ed è un brutto pensare.