Una squadra non del tutto al femminile
La notizia è di pochi giorni fa ed è stata diffusa da al-Arabiya, una tv satellitare, che ha avanzato la non remota ipotesi che, all’interno della squadra femminile di calcio della nazionale dell’Iran non ci siano solo donne. Per l’esattezza ci sarebbero 8 “uomini” nel senso figurato del termine, perché si tratta di persone che sono in fase di “passaggio” al sesso opposto, ma tuttavia non hanno terminato la transizione. In ogni caso non è ancora chiaro a quale sesso appartengano.
I sospetti
Di questa possibilità se ne era già parlato nel 2010 e di nuovo l’anno scorso a febbraio, quando la squadra si rendeva protagonista di azioni e gol di un certo effetto.
Si aggiunga anche la possibilità, data dalla Fifa dopo diverse controversie, di giocare con il velo. motivo per il quale riesce difficile definire il sesso.
Un aspetto quest’ultimo che era anche stato la causa dell’esclusione dalle Olimpiadi.
Lo stesso dirigente della locale lega del calcio, Mojtabi Sharifi, ha parlato di 8 elementi della squadra che appunto erano nella fase di transizione dal sesso maschile a quello femminile, e tuttavia fisicamente dimostravano un vigore che non è “proprio” delle donne, prefigurando competizioni impari e palesemente “falsate”.
I sospetti avanzati dallo stesso Sharifi, che ha rilasciato un’intervista a Young Journalists Club, un sito iraniano, sono credibili in base al fatto che lo stesso funzionario sembra essere ben informato sul calcio iraniano, compreso quello femminile. Sharifi non ha usato mezzi termini accusando la squadra iraniana di calcio femminile di uno scandalo moralmente riprovevole.
Ai sospetti del funzionario ha fatto eco anche il Telegraph inglese, dove si parlava di 4 uomini al posto di giocatrici donne, che manifestavano disturbi sia per l’operazione non completata di transizione e sia per lo sviluppo.
I nomi di questi componenti della squadra a tutt’oggi non sono stati resi pubblici e non sono state nemmeno espresse delle repliche agli stessi sospetti.
Proprio nel febbraio 2014 si era presentato lo stesso problema con 4 “giocatrici”che non avevano ancora completato il cambio sesso e alle quali era stato impedito di partecipare alle selezioni della stessa squadra.
I controlli sui giocatori e il cambio sesso in Iran
Alla luce di questa possibilità la società calcistica aveva annunciato anche controlli più attenti sulle giocatrici, che tuttavia non hanno evidentemente risolto il “problema”.
Viene da chiedersi perché ci sia un così alto numero di giocatrici sotto transizione da un sesso a un altro in Iran.
Dal 1979 in questo paese e grazie all’Ayatollah Khomeini, cambiare sesso è diventato abbastanza “semplice”. Lo stato infatti rimborsa la metà delle spese che devono essere affrontate dai pazienti ed è quindi diventata una pratica relativamente diffusa.
Alcune di queste “giocatrici” sono anche state ospiti di trasmissioni in TV. L’opinione però dell’ente calcistico, in particolare quello iraniano, non è certo a favore di tale pratica e piovono le critiche sia per un incremento dei controlli e anche per una questione di etica professionale e di lealtà sportiva.
I precedenti
Ci sono stati altri casi simili nella storia recente dello sport tra cui quella della squadra del Samoa Americane, dove la stessa Fifa accordò il permesso di giocare a Jaiyah Saelua, che ha il ruolo di difensore ed è trasngender.
Ha giocato infatti durante i mondiali del Brasile nel 2014 e giocherà anche nel 2018 in Russia. Fu un caso anche quello delle atlete della DDR, negli anni ’80, “programmate” per vincere e che assumevano steroidi, al punto da acquisire tratti maschili. Tra questi si ricorda la campionessa di atletica della Germania Est, Heidi Krieger, che oggi è diventata Andreas.