Questa è stata tosta come tappa. Sulla guida c’era indicato difficoltà media come la tappa di ieri. Ma è stata tutta altra cosa. Su e giù per tracciari sterrati, acciotolati, nei boschi, nei vigneti. In alcuni punti a parer mio mancava la segnaletica. Mi sono ritrovata davanti a dei bivi dove non sapevo dove andare.
Ho impiegato 7 ore per fare a quanto pare circa 23 km. È vero che me la sono presa comoda, mi sono fermata spesso per fotografare, per ammirare i panorami per ringraziare Dio di tanta bellezza.
È un cammino in solitario anche se mi aspettavo di incontrare lungo il percorso altri pellegrini invece, nessun incontro.
Anzi no un pellegrino l’ho incontrato ma veniva da dove io dovevo andare e andava dove io ero stata.
Nell’attraversare Settimo Vittone, una coppia mi ha fermata per domandarmi del cammino, da dove arrivavo, dove volevo arrivare. Poi vedendomi sola mi hanno fatto i complimenti per il coraggio.
Non lo trovo coraggioso semplicemente normale che anche una donna possa decidere di fare il cammino in solitudine e tranquilla.
L’ostello in cui mi sono fermata (della canoa) è al di sotto per qualità e accoglienza a quello di Pont-Saint-Martin. Al prezzo di € 15 vanno aggiunti 4 € per le lenzuola mentre a Pont-Saint-Martin era tutto compreso.