La stupidità non ha mai fine

Il 29 dicembre Articolo 21 aveva proposto un incontro di presentazione del libro “Siamo tutti della stessa carne.” Dialogo tra un credente e un agnostico di Riccardo Cristiano e Rocco D’Ambrosio. Due amici – un prete cattolico docente di filosofia politica all’Università Gregoriana, Rocco D’Ambrosio, e un giornalista agnostico, Riccardo Cristiano – si scrivono scambiandosi le loro impressioni sull’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Il loro confronto è diventato un libro: Siamo tutti della stessa carne (Castelvecchi editore).

L’incontro mi interessava per cui all’ora prevista mi collego. Forse gli organizzatori non erano molto esperti con i collegamenti, non hanno gestito al meglio gli accessi. Sta di fatto che c’è stato uno che si è collegato ed ha iniziato a bestemmiare ed insultare e non contento di ciò ha anche condiviso lo schermo producendo le immagini dal sito youporn. Ovviamente l’indicazione è stata quella di scollegarsi tutti. Quelli che erano stati invitati tramite mail e quindi certificati hanno ricevuto il nuovo link per ricollegarsi. Io che avevo trovato il link su un post di Articolo 21 su FB non ho potuto collegarmi e per uno stupido mi sono persa l’opportunità di seguire un incontro che si prospettava interessante. Quello che mi dispiace è che nè sul sito di Articolo 21 nè su FB sia comparso un commento sull’accaduto, l’indicazione di una denuncia alla polizia postale per tale intrusione e che io non abbia avuto la possibilità almeno del resoconto dell’incontro. Ma mi domando che gusto abbia provato quella persona. Si sarà divertito a raccontare l’impresa agli amici suoi dello stesso livello di ignoranza e piccolezza. Ha dimostrato quanto uomo sia, come direbbe Totò un quaraquaqua. Io proprio questi odiatori da tastiera non li capisco, ma reputo pericoloso non fermarli.

Il logo del sito di Articolo 21 recita “Il dovere di informare il diritto di essere informati”. Io mi auguro che proprio per il loro moto che non hanno potuto rispettare abbiano provveduto alla denuncia alla polizia postale e che non abbiano sottovalutato l’episodio.

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