PERCHE’ VOTO NO AL REFERENDUM

Manca poco più di un mese al voto per il referendum e l’aria si surriscalda sempre più, gli insulti da entrambe le parti si fanno sempre più forti e si entra sempre meno nel merito della questione.

Ho 68 anni ma rimango un’idealista ed un’illusa. Penso alla politica come qualcosa di alto, vorrei che i politici pensassero veramente al bene del paese, pensassero ad innalzare il livello culturale del paese, pensassero alla difesa della democrazia nel paese. Invece… sembra che facciano a gara a chi riesce ad abbassare sempre più l’asticella del vivere civile.

Penso che chi arriva a governare non dovrebbe rappresentare solo la sua parte ma tutto il paese e che dovrebbe quindi portare avanti certo le istanze che lo hanno portato a governare ma cercando sempre un punto di caduta comune, cercando di non innescare tensioni sempre più violente ma trovando strade per un vivere civile per tutti.

Invece devo guardare la realtà e nel nostro paese a causa di entrambe le parti politiche la democrazia è sempre più a rischio. Il nostro parlamento quasi non ha più senso di esistere ne è la prova il percorso che ha fatto questa riforma costituzionale varata dal governo passata formalmente in parlamento ma senza la possibilità da parte dei parlamentari sia di maggioranza che di minoranza di apportare modifiche e arrivata quindi al referendum confermativo.

Ecco io credo che si dovrebbe votare NO semplicemente per dire che non accettiamo questo percorso, che richiediamo che il parlamento torni ad avere valore, che la politica abbia la capacità di trovare un punto di caduta comune su argomenti di così grande importanza. Per toccare 7 articoli della nostra carta costituzionale non si può farlo con forza ed arroganza ma lo si deve fare con lo stesso spirito dei padri costituenti discutendo, dando valore alle singole parole.

Vorrei che noi cittadini mostrassimo orgoglio nel difendere la nostra democrazia dicendo NO a questo referendum.

Io ho votato NO anche al referendum di Renzi per le stesse ragioni. La carta costituzionale deve essere modificata trovando l’accordo tra tutto il parlamento per essere certi che le modifiche non vanno a favore di una parte o dall’altra e che non siano colpi alla democrazia.

 

 

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